Quando i papi regnavano: Innocenzo VIII

Innocenzo VIII nella descrizione di un  grande storico del Rinascimento:

«Innocenzo VIII e suo figlio eressero addirittura una banca di grazie temporali, nella quale, dietro il pagamento di tasse alquanto elevate, poteva ottenersi l’impunità per qualsiasi assassinio o delitto: di ogni ammenda centocinquanta ducati ricadevano alla Camera papale, il di più a Franceschetto. E così Roma, negli ultimi anni specialmente di questo pontificato, formicolava da ogni parte d’assassini protetti e non protetti: le fazioni, la cui repressione era stata la prima opera di Sisto, rifiorirono in pieno rigoglio; ma il Papa, chiuso e ben custodito nel Vaticano, non si preoccupava d’altro, che di porre qua e là qualche agguato, per farvi cader dentro malfattori che avessero mezzi di ben pagare.»

Jacob Burckhardt,  La civiltà del Rinascimento in Italia

 

Un altro grande storico Ferdinand Gregorovius , nella sua “Storia di Roma nel Medioevo”, racconta che il medico del pontefice acquistò il sangue di tre ragazzini di 10 anni, per praticare una trasfusione a Innocenzo VIII gravemente malato, ma questi morì la stessa sera , preceduto dai tre ragazzini.

 

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