La ricerca dell’eternità – Dell’amore

Dell’amore

Vieni e placami questo Caos del tempo,

come una volta, delizia della celeste musa, gli elementi hai conciliato!

Ordina la convulsa lotta coi tranquilli accordi del cielo,

finché nel petto mortale ciò ch’è diviso si unisca,

finché dal fermento del tempo, possente e serena si levi.

A Diotima, Friedrich Hölderlin

Lupo uscì pensieroso dal locale, aveva cenato nella trattoria di Elena, ma quella sera lei stranamente non c’era. Si avviò lentamente verso casa, ma non desiderava farvi ritorno immediatamente. Sentiva il bisogno di passeggiare senza una meta precisa, seguendo i suoi pensieri, guidati da qualche invisibile bussola. Assaporava l’aria frizzante del dicembre milanese, ancora dolce, non ancora inasprita dall’umidità e dalla nebbia. Vagò per più di un’ora a caso e finì per ritrovarsi su un lungo viale alberato, percorso solo da automobili e frequentato da prostitute di alto bordo che aspettavano clienti sedute nelle loro automobili. Una voce proveniente dal buio interruppe i suoi pensieri.

“Ciao, vieni con me?”

“Dove?” disse Lupo senza troppo riflettere.

“Dovunque tu voglia.”

“Io non ho nessuna meta.”

“Non ti piaccio?”

“Si, sei una bella ragazza.”

“Vieni con me, allora.”

“Perché?”

“Perché so dove tu desideri andare.”

“Tu conosci la strada per l’Eternità?”

“No, ma conosco quella per il paradiso.”

E dimmi, dove si trova?”

“Più vicino di quanto tu non creda.”

“Il paradiso deve trovarsi in un luogo eterno, altrimenti non mantiene ciò che promette.”

“Ti prometto che per un attimo sarai in paradiso.”

“Non mi basta, io sto cercando l’eternità.”

“Nel paradiso un attimo vale un’eternità. Possibile che tu non lo sappia?”

“Wow! Touché! Un eterno attimo. Tu ne sai una più del diavolo.”

“Forse non più del diavolo, ma ne so sicuramente una più di te.”

“E come fai ad esserne sicura?”

“Questo è un segreto. Lascia che conservi qualche freccia nella la mia faretra, per ogni futura evenienza. Se però verrai con me, forse, potrai scoprirlo.”

“E sia, la mia ricerca è finita, sono tuo per l’eternità.”

Lei gli prese la mano e si incamminò, Lupo la segui docilmente. Il piccolo albergo, che si pregiava di aver vissuto un tempo altre glorie e altri fasti, aveva un’atmosfera fuori moda e grossolanamente sontuosa. Lupo si guardava intorno meccanicamente, notava una piccola chiazza marrone sul tappeto rosso che ricopriva la scala in legno scricchiolante che portava alle camere al primo piano, osservava incuriosito la massiccia porta di lacca bianca della camera che si richiudeva dietro di loro e notava una piccola scrostatura sul bordo inferiore, notava l’ampia camera pesantemente arredata con tappeti e mobili d’altri tempi che odorava di stantio. Il tutto stonava enormemente con la bellezza solare e mozzafiato della ragazza che teneva per mano. “Come paradiso si preannuncia alquanto contraddittorio.” Si ritrovò a pensare e preferì indirizzare il suo sguardo negli azzurrissimi occhi della sua nuova amica.”

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