Intervista a Emilio Salsi

ISdC: Carissimo Emilio, prima di tutto ti ringraziamo moltissimo per averci concesso questa intervista.
Da tempo conosciamo i tuoi lavori e apprezziamo gli enormi risultati che hai raggiunto. Premettiamo che in realtà, sul tuo sito e nella tua opera «Giovanni il nazireo detto “Gesù Cristo” e i suoi fratelli», di fatto tu già dai ampie risposte ad alcune di queste domande, ma consentici di portele comunque a beneficio dei nostri utenti.

ISdC: Quanto dei fatti narrati nei vangeli sono realmente riconducibili ad una qualsivoglia figura storica? Ovvero c’è qualcosa di veramente riscontrabile storicamente nei vangeli?

Emilio Salsi: Dopo aver dimostrato che i protagonisti evangelici ed i loro successori appartengono a un mito, ovvero semplici rappresentazioni ideologiche utili ad una dottrina, quindi non persone vissute ma vuoti simulacri religiosi … soltanto allora potremo studiare per ricercare prove, non indizi, indispensabili per capire come si sia originata la mitologia cristiana.

ISdC: Da dove si evince che la città di Nazareth, dove Gesù sarebbe vissuto con la sua famiglia, e da cui prenderebbe il nome di “Nazareno”, in realtà sarebbe stata fondata probabilmente verso la metà del secondo secolo?

Emilio Salsi: La Chiesa non è in grado di fornire alcuna prova dell’esistenza di una CITTA’, come tale indicata nei vangeli, chiamata Nazareth semplicemente perché non è mai esistita nei primi tre secoli. Le motivazioni che indussero gli scribi di Dio ad inventarsi il nome “Nazaret”, assegnadolo ad una CITTA’ fantasma (fatto che si dimostrerà una grave svista), sono da ricercarsi nell’obbligo di scindere la nuova dottrina da quella originaria giudaica e di conseguenza modificare tutto ciò che evidenziava il nazionalismo integralista degli Israeliti. Il lemma prettamente ebraico dal pericoloso significato zelota di “Nazireo”, tradotto nel greco “Nazoraios”, deriva dalla traslitterazione del soprannome “Nazareno” appositamente modificato allo scopo di farlo apparire come “nativo di Nazareth”, nel qual caso avrebbero dovuto chiamarlo “Nazaretano”. Oltre alla precisa qualifica zelota, diveniva “Nazireo” (in ebraico “Ha Nozri”) l’ebreo che si consacrava a Dio con un voto che lo vincolava a mantenere intonsa la testa e non alimentarsi con bevande inebrianti, ad iniziare dal vino. Se Gesù fosse risultato “Nazireo” non sarebbe esistito il Cristianesimo, ovvero la dottrina della salvezza per la vita eterna fondata sulla transustanziazione eucaristica dell’Hostia: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna ed io lo resusciterò” (Gv 6,54).
“Hostia”, in latino era la vittima sacrificata alla divinità: una bestemmia per la Legge giudaica.
L’eminente sacerdote cattolico francese, Alfred Loisy, specialista in lingua e cultura ebraica all’Università di Parigi, fu scomunicato solo per aver dichiarato: “La tradizione ha fissato il domicilio della famiglia di Gesù a Nazareth allo scopo di spiegare così il soprannome di Nazireo, in origine unito al nome di Gesù. Nazireo è certamente un nome di una setta senza alcun rapporto con la città di Nazareth”. La Chiesa scomunica i sacerdoti che mettono il dito nella piaga della ragione ma fa “spallucce” con i propri “Ministri di Dio” dediti alla pedofilia.

ISdC: Perché Costantino scelse il cristianesimo come religione di stato? Non sarebbe stato più facile per lui confermare ed elevare a religione di stato il culto del Sol Invictus che godeva certo di una maggiore diffusione all’epoca della scelta?

Emilio Salsi: Il Cristianesimo fu elevato a religione unica, la prima volta, in un Impero Romano ormai prossimo alla disgregazione finale, dall’Imperatore Teodosio; mentre i Papi, ad iniziare da san Damaso I nel 366 d.C., divennero “Pontifex Maximus”: un titolo riservato esclusivamente agli Imperatori. Da allora fu messo in atto il “cesaropapismo” finalizzato a conquistare il potere assoluto detenuto sino ad oggi, basato su accattivanti valori spirituali e, soprattutto, sul potere temporale di “Santa Madre Chiesa”.
Costantino si limitò a riconoscere il nuovo movimento religioso della salvezza, parificandolo a tutti gli altri culti (nessuno dei quali è mai stato “religione di stato”) nel 313 d.C. con l’Editto di Milano. Successivamente, il 325 d.C., fu costretto a indire il “Concilio” non “Sinodo” (adunanza di sacerdoti) di Nicea per appianare i forti contrasti contenuti nella dottrina cristiana che rappresentava troppi “Cristi”, diversi l’un l’altro nelle raffigurazioni ideologiche e nella sostanza divina: una assurdità intollerabile per il Pontefice Massimo pagano che aveva riconosciuto i Cristiani. Morì nel 337 d.C. ben sapendo di non esserevi riuscito e, soprattutto, non come “primo Imperatore cristiano”, supposizione è avanzata solo da fonti cristiane … ma l’archeologia non la pensa così perché dalle numerose monete ritrovate, reperti ed epigrafi risulta che Costantino fu un pagano per tutta la vita. E non ci si venga a dire che uno dei più potenti Imperatori romani avrebbe avuto timore a palesarsi “cristiano” in contrasto alla “ingens multitudo” di màrtiri che lo avrebbero preceduto. Per quanto riguarda il Sol Invictus, penso che lo stesso Cristianesimo abbia avuto contenuti iniziali dogmatici sincretici con Elios, il Dio Sole. Nelle grotte vaticane, sotto la attuale Basilica di san Pietro, ancora oggi, possiamo ammirare il mosaico, realizzato nella Basilica originale, raffigurante il carro solare di Elios, ascendente verso l’apogeo del cielo. Su questo aspetto sono certo che l’amico Giancarlo Tranfo, al quale invio un saluto affettuoso, sarà molto più capace di approfondire l’argomento.

ISdC: Come è possibile che molti storici prendano per vera la citazione di Tacito sui cristiani?

Emilio Salsi: Perché temono conseguenze sulla loro carriera. Lo studio che dimostra l’infondatezza di questa falsa testimonianza – accreditata a Cornelio Tacito dagli amanuensi dell’Abbazia di Montecassino nell’XI secolo – è semplice e ricco di prove … ma gli “studiosi” preferiscono tacere sulla “ingens multitudo” di Cristiani crocefissi, spalmati di grasso, ed accesi come torce viventi per illuminare il “baccanale neroniano”: il più grande descritto dai pii copisti gesuiti e immaginato nella Roma imperiale del 64 d.C. I credenti odierni “assatanati” di màrtiri godono nella convinzione sia veramente avvenuto tanto strazio. Ma avremo modo di riparlarne compiutamente, comprese le testimonianze di Giuseppe Flavio e Plinio il Giovane.

ISdC: Ritieni autentico il carteggio tra Plinio il giovane e Traiano ed in particolare l’epistola in cui si parla della persecuzione dei cristiani?

Emilio Salsi: Assolutamente autentico. Con un “piccolo” particolare: non erano “Cristiani Gesuiti” dell’Avvento del Redentore Universale, come li intendiamo oggi dopo un ultramillenario lavaggio del cervello, bensì “Messianisti Giudaici” in Attesa del Messia ebreo “Dominatore del Mondo”.

ISdC: Quali prove ci sono che la citazione di Gesù contenuta nelle Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio sia realmente un interpolazione posteriore? Ci sono storici che la ritengono autentica?

Emilio Salsi: Sono due le citazioni concernenti “Gesù Cristo” che leggiamo, OGGI, in “Antichità Giudaiche” dello storico ebreo: il “Testimonium Flavianum” che riferisce “Egli era il Cristo” e “detto Cristo” riferito ad un ebreo di nome “Gesù”. Due brani spuri incollati nella Storia dalle Sacre Penne di Dio.

ISdC: Il Ben Panthera di Celso e il Giovanni di Gamala, sono la stessa persona?

Emilio Salsi: Accontentiamoci di comprovare l’inesistenza degli eroici primitivi cristiani, senza andare troppo oltre, nella consapevolezza che un auditorium impreparato e condizionato mentalmente non è in grado di seguire studi così avanzati. In merito alla correlazione fra “Gesù” e “Giovanni di Gàmala” intendo affrontare pubblicamente specialisti in storia del Cristianesimo, cioè persone disposte a mostrare la faccia assumendosi la responsabilità delle proprie dichiarazioni, al cospetto o meno di prove incrociate fornite dal sottoscritto.

ISdC: Come giudichi l’Opera “Un ebreo marginale” di John Paul Meier?

Emilio Salsi: Uno sforzo “enciclopedico” per indottrinare i “beati poveri di spirito” convincendoli che un “ebreo marginale”, un signor nessuno, fu crocefisso da Ponzio Pilato per decisione del Sinedrio di Gerusalemme nonostante il Legato imperiale di Tiberio, nella Provincia di Giudea, volesse liberarlo. Per tale comportamento Pilato è santificato dagli Ortodossi e venerato dai Cattolici al punto di dedicargli una bellissima statua sulla “Via Crucis” di San Giovanni Rotondo in quel di “san Pio da Pietrelcina”. Uno sforzo particolare il pio “John” lo dedica appunto alle “testimonianze” di Giuseppe Flavio plasmandole come un “pongo”. Forse i Cristiani beatificheranno anche lui.

ISdC: Cosa ne pensi dei risultati cui sono arrivati gli studiosi che hanno partecipato alle varie “Quest for the historical Jesus”? in particolare, della cosiddetta “Third Quest” cui ha partecipato lo stesso Meier?

Emilio Salsi: “Studiosi” sul Cristo storico campioni nello sgranare rosari.

Seguono alcune domande poste dagli utenti del nostro blog:

ISdC: Il Gesù storico era gnostico, come alcuni vangeli farebbero supporre?

Emilio Salsi: Il Gesù “gnostico” era solo uno dei tanti “Cristi” che promettevano la vita eterna grazie alla “Gnosi”, conoscenza di Dio da Lui rivelata agli “Eletti”. Un mito senza nulla di storico. Anche san Paolo fu depositario della “rivelazione” di Dio … ma nessuno lo considera “gnostico”. “Gnostico”: una qualifica troppo vaga, affibbiata a molteplici “evangelisti”, utili per essere “ripescati” assieme agli “apocrifi” (nascosti … da chi?) pur di arricchire il mito.

ISdC: Il vangelo di Giuda, inconciliabile con il cristianesimo e tantomeno con il cattolicesimo, così come noi li conosciamo, non è di per sé una incontrovertibile prova che il primo cristianesimo in realtà fosse gnosticismo? Come è possibile che la Chiesa riesca ad ignorare questa, ed altre istanze che mettono in seria discussione la dottrina cristiana? È davvero in mala fede?

Emilio Salsi: Ottima osservazione. Questo vangelo – che i paleografi hanno radio datato tramite C 14 al 275 d.C., cioè mezzo secolo prima di Eusebio di Cesarea, quindi contemporaneo a Orìgene – è inserito nel “mucchio” degli “gnostici”, stando a quanto dichiarato dalla Chiesa per bocca di Benedetto XVI.
Gli esegeti chiesastici vogliono farci credere che Ireneo di Lione era a conoscenza di QUESTO “Vangelo di Giuda” ma volutamente ha taciuto il “piccolo” particolare che “Gesù” avrebbe mandato “a quel paese” un Dio Creatore, secondo tale scrittura, malvagio avverso gli uomini, anziché implorare “Abba, Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

ISdC: Infine anche a te vogliamo porre la domanda più importante: alla luce delle tue ricostruzioni storiche che infrangono quel legame tra dio e gli uomini (ipostasi) che nella religione cristiana è rappresentata da quel Gesù cui neghiamo la natura divina, è ancora possibile una fede cristiano-cattolica?

Emilio Salsi: Una domanda da porre ai “Profeti”, verso i quali non nutro alcuna stima, specie dopo le innumeri “cantonate” prese dall’Antico Testamento sino ad oggi … nel Nuovo Testamento.
La dottrina cristiana, praticata dalle variegate sette sparse nel mondo, in primis quello Occidentale, promette la vita eterna: un miraggio gradito a molti uomini. Tuttavia, pur di fronte alla allettante promessa, il numero di credenti è in costante diminuzione da oltre mezzo secolo.
La Chiesa ne è consapevole per le denunce fatte dai Parroci ma, nonostante i suoi sforzi – pur se aiutata dai servili mass media con la consueta settimanale “foto di Piazza san Pietro” gremita di fedeli accompagnati con gite organizzate appositamente – la popolazione italiana, come quella di tutti gli Stati europei, è sempre meno propensa a credere.
Inoltre l’aumento del numero degli atei è niente al confronto del crescendo degli agnostici razionalisti. E’ ormai un luogo comune sentirsi dire “Se credono tutti …allora credo anch’io”. Ma, vai in Chiesa? No! … Ti confessi? Non ci penso proprio! Credi nella resurrezione? Una sciocchezza inventata dai preti per farsi mantenere … E dopo tutto questo credi ancora? Mah … se credono tutti, allora credo anch’io”.

L’incessante manipolazione mentale praticata da secoli sulle masse grazie ai pulpiti; popoli tenuti soggiogati al potere di caste privilegiate attente a isolare ogni singolo individuo e convincerlo a essere il solo a dubitare; ovvero, tramite un colossale millantato credito mediatico, indurre ogni singolo cittadino a sentirsi come lo “scemo del villaggio” in un mondo di 2,5 miliardi di credenti in Cristo … ebbene, la più potente organizzazione impegnata a indottrinare cervelli continua a perdere colpi. Inesorabilmente, il razionalismo finirà col prevalere sul “Credo” … anzi, in diversi Paesi europei gli “infedeli” sono già ora più numerosi dei “fedeli” con buona pace dei numerosi e pii “Bruno Vespa” e “Roberto Giacobbo” … Amen

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