Follie omicide dei francescani nel campo di concentramento di Jasenovac

Durante la seconda guerra mondiale la Croazia divenne uno stato nominalmente indipendente , ma in realtà satellite delle potenze dell’Asse, con un governo collaborazionista presieduto dal fondatore del movimento nazionalista Ustascia Ante Pavelic. Gli ustascia erano cattolici, ma estremamente avversi alle minoranze etniche e religiose come serbi, rom, ebrei e ortodossi. Una ideologia che coniugava razzismo, intolleranza con una componente religiosa cattolica molto forte. Il cattolicesimo era ritenuto parte fondamentale dell’identità nazionale croata. L’arcivescovo Stepinac, capo della chiesa croata, dalla cattedrale di Zagabria nel 1941 proclamò la nascita dello stato indipendente di Croazia. Ma il religioso più zelante e organico nei confronti del nuovo stato fu sicuramente il frate francescano e cappellano militare Majstorovic. Il frate accompagnò i membri del suo battaglione in una operazione di rastrellamento e pulizia etnica nel corso della quale furono uccisi oltre 2300 civili serbi. “Frate satana” , così fu soprannominato Majstorovic, nel corso del rastrellamento non si fece scrupolo di uccidere oltre 50 ragazzini in età scolare di una scuola serba. Ma fu nel campo di concentramento di Jasenovac, il più grande campo di sterminio dei Balcani ( vi furono uccisi oltre mezzo milione di internati) che “frate satana” sprigionò tutto il suo perverso fanatismo: diceva messa, uccideva e poi pregava. Eppure fu superato in una “gara” di sterminio dei prigionieri da un altro giovane frate francescano Peta Brzica che in una sola notte scannò 1360 persone con un coltello ricurvo legato al polso: lo “Srbosiek” (tagliaserbo). Majstorovic fu condannato a morte da un tribunale civile dopo la fine della guerra. Ammise la sua responsabilità nell’eliminazione di oltre trentamila internati. Il giorno della sua impiccagione volle indossare l’abito francescano.

 

 

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One comment

  1. Purtroppo l’appartenenza ad un gruppo religioso o a un altro non mette al riparo dall’idiozia umana. Sarebbe troppo facile. Sarebbe troppo bello. Nessuno crede alle favole. Le persone profondamente spirituali non hanno bisogno di nascondersi dietro un’etichetta. E non muovono guerre né crociate verso nessuno. È evidente

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